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Indulto: allarmismi e mancate riforme

di Laura Sudiro

Mentre è pacifico che il tasso di recidiva dei beneficiari dell'indulto è molto più basso del tasso di recidiva "normale" degli ex carcerati, il rischio è ora quello di controriforme che potrebbero avere l'effetto di sancire il trionfo della marginalità sociale delle persone più esposte al crimine



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Inchieste

Indulto: allarmismi e mancate riforme

Autore: Laura Sudiro

Data di inserimento: 20 Maggio 2008

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Mentre è pacifico che il tasso di recidiva dei beneficiari dell'indulto è molto più basso del tasso di recidiva "normale" degli ex carcerati, il rischio è ora quello di controriforme che potrebbero avere l'effetto di sancire il trionfo della marginalità sociale delle persone più esposte al crimine

Risposta efficace e non più eludibile all'emergenza costituita dalla drammatica situazione in cui versano le carceri italiane o mera prassi periodica volta allo sfoltimento delle stesse?
Pagina nobile sotto il profilo culturale (come è stato anche detto), scritta dalla passata legislatura sulla base di una larghissima maggioranza parlamentare o, piuttosto, frutto di una politica giudiziaria incapace di approntare valide alternative e rispondere con interventi strutturali mirati al problema del sovraffollamento delle patrie galere?
A questi e agli altri interrogativi che hanno animato la controversia sull'indulto e accompagnato le polemiche all'indomani della sua approvazione (31 luglio 2006), si sono succeduti fino ad oggi, svariati dibattiti sui suoi effetti ed i primi bilanci circa le sue conseguenze.
I riflettori dei media sono stati puntati in questi anni sulle percentuali dei recidivi tornati dietro alle sbarre per la commissione di nuovi reati, spesso amplificando i risultati delle statistiche stilate sull'argomento e veicolando su questo aspetto in particolare l'attenzione dell?opinione pubblica.

Il risultato deteriore di certe infuocate campagne di stampa è stato un allarmismo che, alla luce delle ricerche condotte dal pool di esperti incaricati dal Ministero della Giustizia, non aveva, in fondo, motivo di esistere. L'equipe di Claudio Sarzotti (Università di Torino), fece rilevare che nei cinque mesi successivi all'entrata in vigore della legge, i rientri in carcere ammontavano all' 11,9 per cento dei 25.608 beneficiari del provvedimento di clemenza: un tasso di recidiva dunque, molto inferiore alla media normale, se si pensa che in passato simili ricerche quantificarono attorno al 31/32 per cento la quota dei recidivi rispetto agli indultati. Lo stesso studio, tratteggiando un identikit dei recidivi, fornì un altro dato interessante relativo agli stranieri e al portato delle ultime leggi sull'immigrazione: a rientrare in carcere sono stati, per lo più, soggetti con problemi di dipendenza da sostanze stupefacenti, con problemi economici ed inoltre stranieri privi di permesso di soggiorno.

Ma anche a voler prescindere dalle statistiche e al di là dei ripensamenti di alcune parti politiche, delle prese di posizione di altre e di nuove polemiche, sarebbe forse opportuno riflettere sulle conseguenze negative delle riforme mancate. E' un fatto che le legislazioni vigenti in materia di droga ed immigrazione, aumentando il tasso di detenzione, rischiano di neutralizzzare gli effetti positivi dell'indulto sul congestionamento delle carceri.
Gli immigrati, in particolare, si vedono continuamente esposti a processi di criminalizzazione che possono innescarsi in seguito alla perdita del lavoro e alla connessa impossibilità di ottenere il rinnovo del permesso di soggiorno. Un problema reale, questo, che lascerebbe intravedere una risoluzione solo sul piano parlamentare, attraverso l'adozione di provvedimenti oculati.
Ora, il Pacchetto Sicurezza che il governo Berlusconi si appresta a varare, prevede l'inasprimento della normativa sull'immigrazione e la riforma radicale della legge Gozzini (L. 663/86), che amplia le misure alternative alla pena carceraria. Intervenire sulla Gozzini, avrà l'effetto di ridurre gli affidamenti in prova ai servizi sociali, limitare gli sconti di pena, restringere fino a vanificare la possibilità di accedere ad una pena risocializzante, con il risultato che presto le carceri saranno non solo nuovamente piene, ma luogo di trionfo della marginalit? sociale.
Alla faccia dell'indulto.




 


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