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Le inchieste di Europasera.it

Indulto: allarmismi e mancate riforme

di Laura Sudiro

Mentre è pacifico che il tasso di recidiva dei beneficiari dell'indulto è molto più basso del tasso di recidiva "normale" degli ex carcerati, il rischio è ora quello di controriforme che potrebbero avere l'effetto di sancire il trionfo della marginalità sociale delle persone più esposte al crimine





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Storia

Il ruolo del giornale nella societ? contemporanea

Autore: Europasera.it

Data di inserimento: 6 Agosto 2006

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Se ? lecito stabilire una graduatoria tra i media, o per lo meno della loro diffusione, il giornale ? divenuto oggi, nel mondo, secondo per importanza ad altri mezzi di comunicazione, quali la radio e, soprattutto, la televisione.

Per alcuni secoli invece il giornale - parola con cui si definisce in senso stretto una pubblicazione quotidiana a stampa e, per estensione, un periodico - ? stato il principale veicolo di diffusione delle notizie e quindi il principale strumento a disposizione per informarsi, per conoscere gli eventi e gli argomenti del giorno.
Se antenati remotissimi del giornale possono considerarsi gli acta diurna o acta populi romani, scritti dagli amanuensi, ? con l?invenzione della stampa (met? del XV secolo: risale al 1457, a Magonza in Germania, la pubblicazione di una Bibbia in latino che pu? considerarsi come il primo libro a stampa comparso in Europa) che le possibilit? di diffusione del giornale inteso come pubblicazione periodica diventano rilevantissime. Pi? vicino a noi infatti, le gazzette (la pi? antica italiana ? quella veneziana ? met? del ?500) costituiscono fogli di informazione che si rivolgono ad una generalit? di individui.

Passando attraverso il primo quotidiano, l?inglese Daily Courrant (1702), il giornale in senso moderno nasce per? nell?Ottocento, attraverso la cosiddetta ?penny press: il quotidiano veniva venduto dagli strilloni nelle piazze al prezzo di un penny (da qui il suo nome: si veda in proposito l?ampio articolo di Martina Bertolini ?Breve storia del giornale?, consultabile su http://www.cronologia.it/giornale.htm, con una interessante bibliografia).

La straordinaria evoluzione industriale e tecnologica che ha interessato il mondo occidentale negli ultimi due secoli ha consentito via via il costante miglioramento delle condizioni tecniche per la preparazione, l?elaborazione e la stampa dei giornali, senza che ci? ovviamente equivalga ad un giudizio sul miglioramento, o meno, della qualit? dell?offerta giornalista, n? a valutazioni sulla sua indipendenza dal potere politico o economico. Passaggi tecnici fondamentali sono stati, ad esempio, l?introduzione delle macchine stampatrici rotative, che hanno incrementato in modo esponenziale il numero di copie stampabili a parit? di tempo e, pi? recentemente, l?avvento dei programmi informatici e del digitale, che rendono oggi, fra l?altro, i quotidiani di tutto il mondo particolarmente colorati e vivaci nel loro aspetto grafico.
Ma, al di l? delle evoluzioni tecniche e delle vicende particolari delle singole testate (giova ricordare che tra i maggiori giornali italiani ancora pubblicati, la Nazione risale al 1859, il Corriere della Sera al 1876 e la Stampa al 1895), ? importante ancor oggi, e forse ancor pi? che nel passato, riflettere sulle due fondamentali funzioni che il giornale detiene: la funzione informativa, per la quale ? essenzialmente nato (che continua naturalmente a svolgere) e la funzione orientativa, che lo contraddistingue, si pu? dire in positivo, rispetto ad esempio alla televisione. Da un lato le notizie, i fatti, le cronache degli avvenimenti, dal pi? locale all?evento internazionale, il racconto delle storie, delle persone; dall?altro, l?indirizzare le nostre opinioni in un senso o nell?altro, il suscitare giudizi o anche emozioni ad arte.
E? ovvio che per il modo stesso in cui un fatto ? descritto e raccontato, la nostra idea su quel fatto ne sar? in qualche modo influenzata. Ma ? convinzione comune, o per lo meno lo ? stata per lungo tempo, che il buon giornalismo dovrebbe distinguere, alla maniera che si vuole anglosassone, i fatti dalle opinioni. Questo metodo dovrebbe consentire di salvaguardare quanto pi? ? possibile l?autonomo giudizio critico del lettore. L?uso pi? o meno intenso o spregiudicato degli aggettivi, ad esempio, ? in grado di influenzare notevolmente i lettori, soprattutto quelli meno attenti o preparati.
E? dunque importantissimo saper distinguere, nella lettura di un giornale, queste due fondamentali e generali funzioni: l?informazione dall?orientamento.


 


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